Il ferro una volta rilasciato nel citoplasma della cellula può seguire tre diversi destini:
essere utilizzato nella sintesi di proteine contenenti ferro;
essere accumulato nella ferritina;
fuoriuscire dalla cellula per l' immissione nel torrente sanguigno.
Questo processo è influenzato notevolmente dalla quantità di ferro assorbita, dallo status di ferro nell'organismo e
soprattutto dalla richiesta metabolica della cellula.
Le proteine che contengono ferro sono presenti a vari livelli, incluso il citosol e una serie di organelli quali ad
esempio il mitocondrio, il sito in cui il ferro è incorporato nella protoporfirina IX per formare l'eme. I livelli di
ferro nella cellula sono controllati sia dalla quantità del metallo che entra, sia dalla capacità di immagazzinarlo.
I cambiamenti nella sintesi e nella degradazione della ferritina modulano l'accumulo del ferro. In molti vertebrati
la ferritina è una proteina citosolica composta da 24 subunità di 2 tipi, pesante (H) e leggera (L); ognuna di essa
ha un peso di 20 kDa, struttura secondaria ad alfa-elica ma è prodotta da due geni distinti. Il ruolo di accumulo del
ferro nella ferritina è essenziale per proteggere le cellule dagli effetti tossici del ferro libero. Una certa quota
di ferritina è presente anche a livello ematico, a seguito di un processo di secrezione cellulare; la ferritina s
ierica ha dei siti di glicosilazione non presenti in quella citosolica e ha un maggior numero di subunità.